ACCORDI CHITARRA: BATTISTI LUCIO

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HEGEL ALBUM

ALMENO L'INIZIO
HEGEL
TUBINGA
LA BELLEZZA RIUNITA
LA MODA NEL RESPIRO
STANZE COME QUESTA
ESTETICA
LA VOCE DEL VISO


ALMENO L'INIZIO

Re Mi- Si- (x4)
Mi- Re Do7+ (x2)

Re Mi-
Si-
Alla fine ci trovammo in un bel posto e lì capimmo perché c'erano stati
chiesti
Re
Mi- Si-
Gli occhi in prestito. Per il loro particolare colore fai tu quale che ora
è l'iride delle finestre.
Re Mi-
Si-
Alla fine ti fu chiaro perché quel gran parlare della tua bella conchiglia
auricolare
Re Mi-
Si-
E quel solleticare. Eccoli i padiglioni i disimpegni la chiocciola i
vestiboli ecco la stanza.
Mi- Re Do7+ Mi-
Re Do7+/9
E tu entrasti perché c'era tutto e tutto a oltranza i tuoi comportamenti e
le reazioni
Mi- Re Do7+ Mi-
Re Do7+
Le tue belle presenze e gli abbandoni le carezze in cambio delle tue
carezze
Mi- Re Do7+/9 Re
Mi-
E le scontrosità le irritazioni. C'era anche qualcuno che ti diceva è tardi
Si-
Re
Dobbiamo andare e tu dicevi no io voglio ancora ancora io mi voglio mi
voglio rivedere
Mi- Si- Mi-
Re Do7+
E se non tutta almeno l'inizio. Che cosa avresti fatto per sentirti un po'
più sola
Mi- Re Do7+/9 Mi- Re Do7+
Mi- Re Do7+
E per dolcemente navigare sul dorso o sul tuo petto e fare
una capriola
Mi- Re Do7+/9 Do Mi-7 La-
Fa Do Sol
Che ribaltasse il cielo. Lì c'eran tutti predisposti i baci
asciutti e meno e tutti i desideri
Do Mi-7 La- Fa
Do Sol
E le istintive applicazioni di te eran montate ad arte accanto al tuo
profilo
Do Mi-7 La-
Fa Do Sol
Vicino a ogni tua parte. E tu dicevi ancora un altro poco e se non tutto
almeno un po' d'inizio.
Do Mi-7 La- Fa Do
Sol Do Mi-7 La-
Fare si può fare ed anche disfare ma è un impalcatura. Dipende
da chi sopra ci sale.
Fa Do Sol Do Mi-7 La-
Fa Do Sol
E tu dicevi ancora un poco e se non tutto e se non tutto
almeno l'inizio.

Re Mi- Si- (x2)

Do9 Sib
E tu una volta su osservi la tua stanza. Tu la tua nella quale oltre
il disfare e il fare
Fa Lab(6) (4+) (6) (4+)
Si delineano cose appena appena verosimili.
Do Mi-7 La-
Fa Do Sol
Con ciliegie passeggere e grappoli appannati d'uve segrete e nere dalle
pelli boriose e fini
Do Mi-7 La-
Fa Do Sol
Perché tu che ti senti alle volte una mandria possa indire turchini
selvaggi festini.
Do Mi-7 La- Fa
Do Sol
Con curvi cieli estivi che scendono come coperchi su te che bollivi.
Do Mi-7 La- Fa
Do Sol
Con i freschi provvisori che soffiano sotto i cuscini e tu li assalivi
Do Mi-7 La- Fa Do
Sol
Con gli abbracci e le guance giaciute con l'equatore
Do Mi-7 La- Fa Do Sol
Do Mi-7 La-
Perché di te già cibata non è di calore che hai bisogno ma di un orgoglioso
refrigerio.


Re Mi- Si- (x3)

 

HEGEL


Fa Mi- Fa Mi-


La- Mi- Fa7+
Sol Fa Mi- Fa Fa6
Ricordo il suo bel nome Hegel Tubinga ed io avrei masticato la sua tuta da
ginnastica.
La- Mi- Fa7+
Sol
Il nome se lo prese in prestito dai libri e fu come copiare di nascosto
Fa Mi- Fa
Sol Do Re
Fu come soffiare sul fuoco.
Do2 Sol (4) Sol Re Do2
Sol (4) Sol Re
Catastiche scolastiche perché quando tutto è perduto non resta che la
cenere
Do2 Sol (4) Sol Re
L'amore e lei nel suo bel nome era una Jena.
Do2 Sol (4) Sol Re La-
Mi-
Chi di noi il governato e chi il governatore son fatti che attengono alla
storia.
Fa7+ Sol
Fa Mi- Fa Sol
Do Re
Chi fosse la provincia e chi l'impero non è il punto il punto era
l'incendio.
Do2 Sol (4) Sol Re Do2 Sol (4)
Sol Re
Erano gli esercizi obbligatori estetici le occhiate di traverso e tu
guardavi indietro
Do2 Sol (4) Sol Re Do2 Sol (4)
Sol Re
C'eravamo capiti capiti all'inverso. Ci diventammo leciti per questo.
La-
Mi Fa Do Sol
D'altronde e d'altro canto. A volte essere nemici facilita. Piacersi è così
inutile.
La- Mi
Fa Do Sol
Un bacio dai bei modi grossolani sfuggì come uno schiaffo senza mani.
Do2 Sol (4) Sol Re Do2 Sol (4)
Sol Re
Talmente presi ci si rese conto d'essere un'allegoria soltanto
quando
Do2 Sol (4) Sol Re Do2
Sol (4) Sol
Ci capitò di dire indicando il soffitto col naso di dire noi due
Re La- Mi-
Fa7+ Sol Fa Mi- Fa
E ci marmorizzammo
La- Mi- Fa7+ Sol
Fa Mi-
Fa Fa6
La corda tesa amò l'arco e la tempesta la schiuma il cuore
amò se stesso ma noi non divagammo.
La- Mi- Fa7+
Sol Fa Mi- Fa
Fa6
L'animo umano è nulla se non è una pietra da scalfire ricavando i
capelli e il suo bel piede.
Fa
Era la collisione il primo scontro epico perchè non scritto ma cavalcato a
pelo
Mi-
Ed ognuno esigeva la terra dell'altro le mani la terra la carne e il
terreno.


Fa Mi- Fa Mi- (x3)

 


TUBINGA


Fa Do Sol Sol9 (x4) La-

Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol
Da qualche tempo e recente anche l'antico. Il disco
del discobolo è cromato.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Nella testa di Seneca si sente il motorino di un frullatore.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Nelle piramidi continuamente scatta un
otturatore.
La-
E in te Tubinga in te non c'è un juke-box e non un tostapane.
Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol
Tu mi risparmi d'essere testimone antico e recente delle istruzioni lette
attentamente.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Non un tasto in comune non un percorso passando per bi e ci dalla a alla
di.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Non un cablaggio non una connessione. Non la contemplazione nemmeno
l'esperienza.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do
Sol Fa Sol
Ma una delicata leggera confusione perché mi sfugga come una stoltezza
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do
Sol Fa Sol La-
L'invocazione a te mio generale mia generalessa. E al
posto del carattere.
Fa
E al posto del carattere mia cara poniamo una tempesta caso esterno
La- La4/9
La-
Un alto mare che i giorni i mesi e gli anni inseguono e non possono
afferrare.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Io decorato di passamanerie come un divano per dirti siediti distendi le
tue gambe
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do
Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Ed usura il tessuto col tallone poi dormici su che quando ti svegli
parlandoti di me ti dirò egli.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Egli è qui. E' qui ed ora non ti dirò altro. Non parlerò di stili e di
reliquie.
Fa Do Sol Fa Sol
La-
Tutto è recente come uno squillo di sveglia. La data più vicina
è un dormiveglia.
Sib-4/7
E al posto di cose ci sono le cose. Poniamo le cose esaurite le stesse.

La- Sol Fa Sol Sol Fa Sol
E dopo le stesse mettiamo le cose se le medesime vanno esaurendo.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Un bel poligono al posto della stella e nel quadrato il tondo
andando bene.
Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol
Nel coraggio di Achille le rotelle per fare l'orlo alle
pastarelle.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
E supplicante l'immagine è morente narciso e dalia e insetto
galleggiante
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol
Come pasto rimastica le spente nature morte
virtuosamente.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Ahi c'è qualcosa che cade
e una cosa sta su.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol

Ahi c'è del chiaro e del bruno c'è
Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do

C'è una cosa chiusa in sè fa un rumore un po' tacito. Sembrerebbe il
sussurro dell'acqua.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol Fa Do
Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Ahi c'è qualcosa che odora
una profumo non ha.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol Fa Do
Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Ahi c'è del grande e del piccolo.
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol Fa Do
Una c'è fintantoché ce n'è un'altra che mormora. Sembrerebbe il sussurro
dell'acqua.
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Ahi c'è qualcosa che chiude
una schiude una resta dov'è
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
Fa Do Sol Fa Sol Fa Do Sol Fa Sol
C'è dell'asciutto e dell'umido
Fa Do Sol Fa Sol Fa
Do Sol Fa Sol Fa Do
Nelle cose cosicché piatte l'une altre ripide. Sembrerebbe il sussurro
dell'acqua.

 


LA BELLEZZA RIUNITA

La


La2 Re7+
La7+ Do Re2
Mi apparisti vestita e più carpita da me più che tu non lo fossi.
La2 Re7+
La7+ Do Re2
Misurarti la vita mi pare proprio che sia tutto quello che posso.
La2 Re7+
La7+ Do Re2
La bellezza riunita a più difesa di sé mi dicevi "sospira".
La2 Sol
Re Do Re9
Come chi si ritrae con il dito chiedendo silenzio la totale pienezza di te
La2 Sol
Re Do
Re2
Dal mio braccio destro si disincagliava e calava nell'ansa del sinistro
mista alle piegature e declinava.
Si- Sol Si- Do Re2

Di te in te stessa l'attività assoluta
La2 Si-
Sol Si- Do Re2
Era una lotta contro la natura che è dimessa al vento succube
alla furia.
La2
Ma tu non soccombevi eri impennata sulla tua forma finita e creata.

Re2 Sol7+ La Do Re2 (x2) Mi Do
Re Mi Do Re9 (x2)

La2 Sol
Re Do Re2
E la tua finitezza superavi sapendo di te stessa non solo di convessa di
concava di cava
La2 Sol Re
Do Re2

Umana pelle umana. E la realtà finiva e il vero cominciava. Certo imbruniva

La2
ma imbruniva fuori. All'interno i colori erano luci spente umiliate dalla
tua bocca ponente.

Re2 Sol7+ La Do Re2 (x2) Mi Do
Re Mi Do Re9 (x2)


La2 Re7
La7+ Do Re2
Dopo un po' si vedeva soltanto quello che può perdonare la vista.
La2 Re7
La7+ Do Re2
E scoprire le gambe fu qui la tua miglioria per distinguere meglio.
La2
Re7 La7+ Do Re2
Ogni tuo gesto è compreso in tutto quello che sa di te stessa quel
gesto.

 

LA MODA NEL RESPIRO

La- Sol Fa Re- (x2)

La- Sol Fa
Re- La- Sol Fa
La moda è generosa pensi cade più docile delle mura più facile dei bastioni
ai tuoi piedi sciolta la chiusura.
Re- La- Sol Fa
Re- La- Sol Fa Re-
Dici i Greci e pensi sono pieghe son colori i Fenici e i
Macedoni fibbie intimi i Latini.

La-4 Sol Fa 7+ Re- (x2)

La- Sol Fa
Re- La- Sol Fa
La moda è generosa pensi meglio di un pugile si risolleva più agile perde i
sensi crolla in pezzi senza alcun patema.
Re- Sol La-7
Fa Sol
Dici i sogni e pensi ai bottoni son asole i risvegli e gli scolli
effusioni e spacchi gli sdegni.
La- Sol Fa Re- La-
Sol Fa Re-
E chi teme la moda è immerso in essa comunque e d'essa intriso come un
cardo dal gambo reciso.
La Sol
Re La- Sol
Re
E dici è molto comoda se esclude sempre di presentarsi in figure intagli
forme e positure immediatamente tutte nude.
La Sol
Re
Così che quando passa questo eccesso ci pare non avere perso nulla
La- Sol
Re
ci pare non avere perso il tempo che la nudezza sbriciola e maciulla.
La Sol
Re La-
Dici la via di mezzo ecco la via quella percorsa dai ragazzi alteri che
vanno a divertirsi nei misteri
Sol
Re
Spiegabili perché non intralciati dai cupi sedimenti dei passati.
La-7/9
La7+/9
Mi dici il mezzo giro quello che va di moda dei tuoi fianchi
La-7/9 La7+/9
Sol7+ Re7+
gli occhi totali come elianti la spossatezza semplice formale ed un
rilassamento collegiale.
Si- Sol
Si-
Come se intorno a noi in curvi corridoi i disciplinatori
La-7/9
La7+
Le studentesse e gli studenti rapinatori del momento d'oro
La-7/9
La7+ Sol7+
Re7+
Consumassero un lusso di moine un rimandare sempre all'anno dopo frenetici
in un ballo senza scopo.
Si-
Sol Si
Noi nella stanza accanto e la moda cambiava nel respiro il
nostro che cambiava ogni tanto.

 


STANZE COME QUESTA

Re- Sib Do Sib Re-
Do Sib (x2)


Re- Do Sib
Re- Do
Re- Do Sib
Prendiamo una carrozza anacronistica aggiornandola in quanto inesistente.
Saliamo alla sua guida
Re- Do Sib
Re- Do
Re- Do Sib
Di redini di lacci se ne trovano di legami tra noi di dolci bende.
Bardiamo un animale a caso il cuore
La
La-7 Re- Do Re-
Dai fianchi pretenziosi da roano. Ecco che trotta. Che ci prende la mano.
Do Sol Do
Sol Do Sol La- Sol
Abbiamo visto le regge dietro le inferriate e le foreste nere e le campate
non so di quanti ponti.
Do Sol Do Sol
Do Sol La- Sol
Ho visto la tua nuca ad Alessandria e poi me lo racconti se ci sei mai
stata se ti senti ti sentivi osservata.
Re- Do Sib Re-
Do Re- Do
Il posto è qui. E' qui quel lavorio dell'erba simile al pensiero
Sib Re- Do Sib
Re- Do Re- Do
Che contiene nel vello quell'orma del tuo corpo ed uno stelo sconvolto
Sib
Do6
Dal tuo gomito che avrebbe dimenticato d'essere carnale per non
dimenticarlo in generale.
Re- Do Sib
Re- Do Re- La-7
Qui si incavano senza corpi a pesare le nostre impronte a muoversi a
sedere.
Sib Re- Do Sib Re-
Do Re- La-7
Vedi là vedi là e gli occhi saltano come chiaro e pupilla capinere.
Do Sib
Ci sono posti al mondo dai quali non c'è fuga.
Do6 Sib
Do
Re-
Stanze come questa nelle quali restano le nostre rappresentanze i nostri
uffici doganali.
Do Sib Re-
Do6 Re- La-7 Sib
Dove noi veramente ci impieghiamo avviluppati in teneri
sofismi
Re- Do Sib Re-
Do6 Re-
Cavilli di permessi arzigogoli tropismi nella nostra
direzione.
La-7 Sib La
Una frontiera è fatta di due righe. E bastavano le dita di una sola
mano
La-7 Re- Do Sib Sib7+
Do6 Do La-7
Mandata avanti in viaggio e l'altra le farà da testimone
si può vedere tutto
Sib Re- Do Sib Sib7+
Do6 Do Re- La-7
E fermamente se di due righe è fatta facciamo la
frontiera
Sib La
Dove passa fauna e flora straniera.


La-7 La (x3)
La La- Do

 


ESTETICA

Re Re2 Re Re2 (x2)


Re Mi- Re7+
Sol La
E' successo quello che doveva succedere. Ci siamo addormentati perché è
venuto il sonno
Re Mi- Re7+
Sol La
A fare il nostro periodico ritratto. E per somigliarci a noi più che noi
stessi
Mi Sol#-
Mi Sol#- Mi
Ci vuole fermi che appena respiriamo e mobili ogni tanto come un tratto
sicuro di matita. Ecco che siamo
Sol#- Sol#dim Fa#-
Fa#dim Mi2
La viva immagine di una distilleria abusiva che goccia a goccia secerne
puro spirito.

Sol Si-
Noi dietro una colonna ridevamo per l'aneddoto e ci contrastavamo
amabilmente
Re- Mi Do7+
Re6/9
Su aria fiato e facoltà vitale sul brio d'intelligenza sull'indole
sull'estro
Do7+ Re6/9 Sol
Si- Re- Mi
Soffio refolo vento e venticello sull'essenza sulla soluzione sul volatile
e sulla proporzione
Do7+ Re6/9 Do7+ Re6/9
Sul naturale e sul denaturato.
Re Mi- Re7+
Sol La
E poi sulla fortuna. La fortuna non c'entra quando una cosa per terra si
posa.
Re Mi-
E vale sia per l'estetica che per l'allodola.
Re7+ Sol La Mi
Sol#- Mi
E lui continuava a ritrattare. A ritrattare quindi. E la reale e doppia
fisionomia nostra
Sol#- Mi Sol#-
Spariva via come una coppia annoiata di visitatori da una mostra.
Sol#dim Fa#- Fa#dim
Mi2
Noi dietro le sue spalle ridevamo per l'aneddoto
mimetico drammatico faceto ditirambico e
Sol Re-
Mi
Ci contrastavamo amabilmente sul verde rosa e viola del pensiero
Do7+ Re6/9 Do7+
Re6/9
Su mente giudicante su lampo e riflessione e sul limpido e il cupo e il
commovente
Sol Si- Re-
Mi
Su coscienza e su allucinazione sulla celebre cena e gli invitati
Do7+ Re6/9 Do7+ Re6/9
Colori che divorano colori.
Re Mi- Re7+
Sol La Re
Se lo spirito s'eccita per caso esilarando oppure ardendo bruciando
bruciando.
Mi- Re7+ Sol La
E chi dei due ha le parti fredde cercando le tue.


Mi Sol#- Mi Sol#- Mi Sol#- Sol#dim
Fa#- Fa#dim

Mi Mi2 (x4) Mi

 

LA VOCE DEL VISO

Re Re Sol La4
Per insignificanti movimenti tanti e tanti il volto è tutto
Re Sol
La4
E tutto sta raccolto sopra il tuo bel volto. Lingua che sei straniera
Re Sol
La4
E non si sa se vuoi che io ti distingua dalla mia o se mia lingua ti finga.
Sol La
Bocca di gradazioni intera gamma dalle predilezioni alla maniera amara.
Re Sol
La4
Bocca che mi sei cara appena appena schiusa quando armatura in te
Re Sol
La4
Quella fessura è un dissuadendo le svariate forme labili d'espressione
Sol
La
Per tentativi ed approssimazione. Ed il tuo volto è tutto nel momento in
cui
Sol
La
Passando sopra alla tua immagine della quale è troppo facile dire che in
superficie
Re Sol
La4 Re Sol
Affiori l'anima passando sopra alla tua immagine invece Ci si vede
intraducibile l'estraneità al lavoro.
La4 Sol
La
Ché il volo è tutto ma non è del corpo al quale pare unito.
Re Sol La Re Sol La Re
Sol La Re Sol La
Il corpo contentando il senso della nutrizione e il viso l'ascensione
l'assolvenza dell'inappetenza

Re Sol La Re Sol La Re
Sol La Re Sol La

Re Sol La Re Sol
La Re Sol La Re
Perché un bel volto bello se lo si può guardare è un disimparare del mondo
questo e quello.

Re Sol La Re Sol La Re
Sol La Re Sol La

Re Sol La Sol
La
Così ci s'innamora di un viso in cui l'estraneità lavora.
Sol
La
Il corpo segue come un testimone casalingo e familiare di questa
apparizione
Re Sol
La4
In su la cima. Quest'opera sensibile il tuo volto che si manifesta
Re Sol
La4
ed è oltre l'ordine della natura. E come tutti i portenti tende a
scomparire
Sol
Re
più cerchi di tenerlo a mente e nelle spire dei ritrovamenti portentosi.
Re Sol La Re Sol La Re
Sol La Re Sol
E la voce del viso allora nemmeno ricorre ai miracoli
La Re Sol La Re Sol La Re
Sol La Re Sol La
Non un riso un pianto non una smorfia densa d'oracoli.
Re Sol La Re Sol
La Re Sol La Re Sol La
Ma dà senso quella voce a un solo volto che sotto il mio
Re Sol La Re Sol La Re Sol La
Re
Rotola si ferma freme alle mie mani preme
Sol La Sol
La
Perché lo riporti in cima in vetta al suo sistema dei piaceri.
Re Sol La4
Secondo un canone un precetto ed una disciplina
Re Sol
La4
Che inumidisce i capelli e per discrezione stende un velo di madore sulla
pelle.
Sol
La
Ti spadroneggia allora il tuo godio disincantato in quanto più è restio
Sol
La
Al racconto lenitivo al riassunto giulivo. E non è riso appunto
Re Sol
La4
E non è il pianto il tuo perché racconto è il riso e pianto il suo
riassunto.
Re Sol
La4 Re Sol La (x16)
Re
Sul viso la sintassi non ha imperio non ha nessun comando.

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